Luoghi d’interesse

CATTEDRALE DI ETCHMIADZIN

La chiesa armena è una delle prime chiese cristiane nel mondo. Siccome il Cristianesimo fu adottato in Armenia prima che in altri paesi del mondo, la chiesa armena apostolica veniva considerata la sorella maggiore di tutte le chiese cristiane.

Nel 301 il Cristianesimo è diventato la  religione nazionale ufficiale.

Nel 303 nella capitale armena, a Vararshiapat fu costruita la Cattedrale di Etchmiadzin. Etchmiadzin diventò la residenza del Catholicos di tutti gli Armeni. Attualmente è il centro spirituale degli Armeni. Il territorio della Cattedrale di Etchmiadzin occupa una superficie di 80 000 m², dove si trovano la sede del Catholicos, il seminario, la redazione e la tipografia «Etchmiadzin», l’albergo, il convento, il museo Alek e Mari Manukian ed altri edifici di uso civile.

Secondo la leggenda l’Unigenito scese lì e dimostrò a Gregorio l’Illuminatore il luogo dove dovrebbe essere costruita la prima chiesa cristiana. Da lì si creò il nome Etchmiadzin, che significa «L’Unigenito è sceso».

La Cattedrale di Etchmiadzin subì parecchie ricostruzioni, fu demolita e ricostruita, e perciò che sono alterate anche le forme iniziali. All’inizio del XVIII secolo la chiesa fu ornata di affreschi di Narash Hovnatan, che furono restaurati negli anni 50.

Nel museo della Cattedrale si conservano parecchie reliquie magnifiche, di cui la Santa Lancia, con cui fu ferito il costato di Cristo crucifisso, un pezzo di legno dell’arca di Noe, il braccio destra di Gregorio l’Illuminatore che simboleggia la potenza del Catholicos.

Lo sviluppo della chiesa armena apostolica è legato a quello della cultura nazionale ed istruzione. La chiesa era ed è il maggior fattore di unità del popolo armeno, della Diaspora e di  tutto il mondo armeno.

LA CHIESA DI SANTA HRIPSIME

La chiesa di Santa Hripsime, uno dei capolavori del pensiero architettonico armeno è uno dei santuari della chiesa apostolica armena.

Al nome di Hripsime è legata una leggenda. Durante il periodo dell’adozione del cristianesimo le 36 vergini cristiane rifuggono la  paura dell’imperatore Diocleziano diffondendo il cristianesimo in Armenia. L’imperatore Diocleziano si rivolge con una lettera al re armeno Tiridate III dicendo: «Loro sono 36, a capo c’è Gaianeh, invece la più bella è Hripsime, che puoi prendere come moglie».

Attrato dalla bellezza di Hripsime, il re Tiridate III decide di sposarla, ma la vergine cristiana non voleva essere la moglie di un re pagano. Hripsime insieme alle sue amiche subiscono torture crudeli e vengono  martirizzate. In seguito sulla tomba di Hripsime si costruisce una cappella di legno, e nel 618 il catholikos Komitas fa costruire questa bellezza cristallina che è un esempio unico delle costruzioni cruciformi a cupola dell’architettura armena.

La tomba della vergine Hripsime si trova nella cripta sotto l’altare principale della chiesa.

ZVARTNOTS

Il tempio di Zvartnots fu uno dei capolavori dell’architettura armena dell’Alto Medioevo. Fu costruito nel 642-653 dal catholikos Nerses III che fu nominato Nerses il Costruttore per la sua attività.

Nel 930 il tempio fu demolito in seguito ad un gran terremoto.
Dopo lunghi studi Toros Toromanian, architetto armeno eminente ricostruì il modello del tempio di Zvartnots. Il modello scoperto durante gli scavi nel territorio di Ani confermò l’ipotesi di Toromanian. Secondo lui il tempio era cruciforme a cupola centrale, una circonferenza inscritta a un poligono. Il tempio aveva tre piani.
In questo tempio sono presenti  ornamenti diversi. Il motivo principale degli ornamenti è il grappolo d’uva e il melograno. Gli archi e gli altorilievi presentano ornamenti floreali. Si trovano anche altorilievi dei costruttori del tempio. Le finestre rotonde sui diedri sono circondate da diverse cornici scolpite.
Il tempio sulla base circolare si delinea sul panorama del monte Ararat perennemente  innevato. Il tempio di Zvartnots occupa un posto di particolare rilievo non solo tra i tesori dell’architettura armena, ma anche mondiale.

LA CHIESA SANT’ASTVATSATSIN «KARMRAVOR» DI ASHTARAK

La chiesa Sant’Astvatsatsin si trova nella città di Ashtarak, in Aragatsotn, costruita nel VII secolo. È una piccola chiesa semplice e cruciforme. La cupola in tegola, parzialmente restaurata. La chiesa si trova su un territorio di un cimitero antico recintato. All’esterno è semplice e priva di ogni ornamento. Sulle pareti interne sono conservate tracce degli affreschi.

IL «PONTE VECCHIO» DI ASHTARAK

I ponti hanno un’importanza particolare per le vie dei caravanserragli. Dal punto di vista ingegneristico i ponti sono costruzioni molto rilevanti, talvolta realizzati in  posti poco accessibili, cioè su fiumi e canyon profondi.

Dal punto di vista delle misure, il livello tecnico e la complessità delle forme, si distingue il ponte a tre archi di Ashtarak, costruito nel 1664 sul fiume Kassakh. Esso è costruito sui resti di un ponte medioevale. Il ponte è ad archi ed è ben collocato nel canyon del fiume Kassakh costituendone parte inseparabile.

La riva sinistra del ponte è alta e rocciosa, invece quella destra è bassa e  più armonizzata colla natura circostante.

MUGHNI (SAN GHEVORG)

Il monastero di Mughni si trova nel villagio omonimo della regione Aragatsotn. È uno dei complessi monastici più famosi dell’Armenia basso-medievale. È composto di una chiesa e di edifici di uso civile che si trovano sul territorio recintato da mura. La chiesa si trova nel centro del cortile.

Secondo le fonti storiche qui si trovano le reliquie di San Ghevorg.
Nel primo perìodo del monastero fu costruita una chiesa, finita negli anni  1669-70.
La chiesa è una basilica a cupola. Sono conservati affreschi, croci di pietra del XVI secolo sui muri.
Contemporaneamente davanti alla chiesa fu costruita la sala trasversale con il campanile a tre archi dove si apre l’ingresso della chiesa.
I due ingressi della chiesa nonchè le finestre arricchite da decorazioni,  risaltano nell’architettura esterna della chiesa per la loro semplicità. Anche i  colori della costruzione creano qualche movimento. Il tamburo della cupola e i frontoni si distinguono per la sinfonìa delle pietre di tufo di colore chiaro e scuro poste a strisce  e a scacchi.
Il tamburo cilindrico ed il campanile sulla sala trasversale sono di particolare rilievo in tutto il piano architettonico.
La chiesa e gli edifici di uso civile sono fedeli allo stile architettonico dell’epoca.

SAGHMOSSAVANK

Il monastero Saghmossavank dell’Alto Medioevo, si formò completamente nel XIII secolo dai principi padre e figlio Vaciutian. Si trova nel villaggio di Artashavan, nella regione di Aragatsotn sul canyon del fiume Kassakh. Il complesso monastico è composto di due chiese, un jamatun, una biblioteca, croci di pietra sui piedestalli e sui muri.
La chiesa principale del monastero porta il nome di San Simone costruita nel 1215. Ha  una sala a cupola, i muri esterni sono privi di ornamenti.
Il jamatun o gavit è annesso alla chiesa principale dal lato ovest, la data è sconosciuta. All’interno il gavit si lega nel frattempo alla biblioteca e alla chiesa Sant’Astvatsatsin. Il gavit è semplice all’esterno, a parte la facciata ovest con il bel portale.
La chiesa Sant’Astvatsatsin è costruita nel 1235 ed è più simile a una cappella. Sulle pareti dell’altare principale sono conservate tracce di affreschi.
La biblioteca è costruita nel 1255 e si trova tra la chiesa principale e quella di Sant’Astvatsatsin. È in questa biblioteca che durante i secoli furono tradotti e conservati parecchi manoscritti. Il complesso monastico fu recintato, e dalla parte est è difeso dal canyon del fiume Kassakh. Saghmossavank per le  sue forme slanciate  armoniosamente inserito nella natura circostante.

HOVHANNAVANK

Il monastero Hovhannavank si trova nel villaggio di Hovhannavan della regione di Aragatsotn sulla riva del canyon del fiume Kassakh, su un luogo dove nei secoli V-VI c’era una basilica a una navata. Nel XIII secolo i principi Vace e Kurd Vaciutian costruirono una chiesa e un jamatun.

La più vecchia costruzione del monastero è la basilica mononavata San Giovanni Battista che sulla parte sud ha un jamatun o un gavit.
La chiesa principale che si chiama Katoghike è stata costruita tra il  1216 e il 1221. È una costruizone cruciforme a cupola con le due sagrestie a due piani sulla parte ovest. Lì sono applicati parecchi ornamenti. Il bema è ornato con una cintura murale, i pilastri arcati sono coronati da bei capitelli.
Per la propria lussuosità di ornamenti si distingue particolarmente l’ingresso del jamatun, su cui è scolpita una scena molto interessante il cui tema è quello delle vergini sagge e stupide. Alla destra dell’ingresso sono collocate croci di pietra addossate ai  muri.
Il jamatun è costruito nel 1250 e per le sue dimensioni non è simmetrico all’asse della chiesa principale. La cupola del jamatun è colonnata,ed è un caso raro nelle costruzioni della stessa epoca. Per le forme di ornamenti è particolare anche la facciata ovest con gli affreschi trifogliati.
Il monastero fu demolito dal terremoto del 1918. Oggi si presenta in uno stato di  semi-demolizione.
Ma anche così Hovhannavank affascinarà il visitatore.

MONASTERO DI TEGHER

Il monastero di Tegher si trova nel villaggio omonimo della regione di Aragatsotn, sulla pendice del monte Aragats, sulla riva destra del canyon del fiumicello Arkhashian. Il complesso monastico è composto di una chiesa e di un jamatun. Fu costruito nel XIII secolo su iniziativa di Mamakhatun, la moglie del principe Vace Vaciutian.

La chiesa principale si chiama Sant’Astvatsatsin. Fu costruita nel 1213. È una chiesa cruciforme a cupola centrale, con sagrestìe ai quattro angoli e doppie nicchie triangolari sulle facciate esterne, semplicie prive  di ornamento.

Il jamatun fu costruito tra il 1213e il 1221.  All’interno possiede quattro colonne ed è originale per il suo piano volumetrico: agli angoli nord-ovest e sud-ovest si ergono due chiesette. Alle chiesette si accede dal tetto del jamatun dove c’è un buco sul soffitto. Il territorio del monastero fu recintato da solide mura nel 1468, è oggi parzialmente demolito.

Il complesso monastico per la sua complessità e lo stile architettonico è armoniosiamente inserito nella natura.

AMBERD

È l’unica delle fortezze dell’Armenia medievale rimasta fino ad oggi. Fu costruita nel X secolo nel perìodo del regno dei Bagratidi. Le mura, il castello, forse anche le terme sono il risultato dell’attività costruttiva dei Bagratidi, e Vahram Pahlavuni fece costruire nel 1026 la chiesa di Amberd.

La fortezza di Amberd è costruita in un luogo pittoresco ed è ben difesa dalla natura. Si erge su un promontorio triangolare alla pendice sud del monte Aragats ed è circondata dai due lati da canyon molto profondi.
Il castello è composto di due parti principali: palazzo-castello e fortezza che hanno le proprie mura con torri di due piani.
Oltre agli ingressi, la fortezza aveva anche un passaggio sotterraneo verso il canyon di Amberd. Il castello era approvvigionato di scorte d’acqua: all’interno era costruita una riserva speciale, che  forniva l’acqua per tutta la fortezza e le terme.
Nella parte centrale della fortezza era costruita una chiesa. Essa ha una sala a cupola e si distingue per la sua semplicità. È particolarmente da notare l’ingresso arcato ornato con abilità.
Nel XIII secolo la fortezza subì le invasioni mongole e più tardi fu demolita nel 1408. La fortezza si estende sulle pendici del monte Aragats, sotto la tutela del monte Ararat.

ARUTCH (CARAVANSERRAGLIO)

Nei secoli XII-XIV insieme allo sviluppo degli artigianati, del commercio e delle città ebbe uno slancio anche la costruzione massiccia dei caravanserragli e dei ponti. Questo fenomeno si presenta come una manifestazione importante e si realizza con un progetto ben definito. La costruzione dei caravaserragli si realizza con i mezzi dello stato, dei principi e dei ricchi. I caravanserragli erano costruiti al crocevia delle strade.
Il caravanserraglio di Arutch è mezzo sepolto nella terra e ha solo la facciata sud-ovest ancora visibile. È composto di 6 archi colonnati. L’illuminazione del caravanserraglio avviene dalle tettoie circolari. Il caravanserraglio ha un aspetto di fortezza.

LA CATTEDRALE DI ARUTCH

La cattedrale di Arutch si trova nel villaggio omonimo della regione di Aragatsatotn, ed ha una sala rettangolare a cupola. Per la sua forma è la più grande e relativamente ben conservata. La cattedrale regna in un panorama di abitazioni, essendo visibile fin  dalle mura più lontane.
La cattedrale di Arutch nonchè il palazzo che si trova sul territorio, furono costruiti nel VII secolo. Dalla sala della cattedrale si aprono ingressi dai lati sud, ovest e nord, tutti ornati di portali colonnati. All’interno della cattedrale si trova l’altare principale che ha tre finestre sulla facciata centrale e una per ogni nicchia.
Dal punto di vista architettonico è  originale la facciata est dove le nicchie e la parte media del muro sono ornate di tre colonne appoggiate al muro, unite da un arco comune. Le pareti interne della cattedrale hanno affreschi parzialmente visibili. Sull’abside dietro l’altare principale è rappresentato il tema della Santa Ressurezione. Sull’immagine blu è rappresentato il Cristo tra due angeli. Sui muri a nord dell’altare principale sono rappresentati sei Apostoli. Si suppone che i sei Apostoli restanti fossero rappresentati sul muro a sud, e sulle tre finestre fosse rappresentata la  Santa Madre di Dio con gli angeli.
Durante la sua lunga vita,  la cattedrale fu restaurata alcune volte, trasformata in fortezza circondata in alcune parti da mura difensive. Sul territorio della cattedrale sono conservate anche rovine del palazzo.
Il palazzo fu costruito nel VII secolo. Era una sala colonnata. Sono conservati anche alcune grandi colonne e due capitelli. Il palazzo di Arutch è uno dei capolavori architettonici dell’Armenia alto medievale.

LA CATTEDRALE DI TALIN

La cattedrale di Talin si trova nella regione di Aragatsotn non lontano dalla città di Talin. Fu costruita nella seconda metà del VII secolo ed appartiene alle chiese basilico-cruciformi.

La cattedrale ha uno spazio interno vasto e solenne, con i pilastri che sorreggono la cupola. Sulla parte superiore dell’altare principale sono collocate doppie finestre rotonde. Sull’asse longitudinale, lo spazio interno della cattedrale finisce con gli absidi semicircolari degli altari laterali. Sui diedri centrali di tutti gli absidi c’è una finestra. Sulle pareti interne della cattedrale si sono conservate parzialmente tracce di affreschi. Sui capitelli dei doppi pilastri che ornano i diedri degli absidi e sugli archi sono utilizzati motivi ornamentali floreali. Esiste un ornamento simile  anche sul tamburo polidiedrico della cupola, che possiede una finestra su ogni diedro.  La cattedrale ha cinque portali d’ingresso. Gli ornamenti e gli elementi architettonici della cattedrale di Talin sono armoniosi e costituiscono l’identità particolare di questo monumento splendido e originale. Il monumento fu danneggiato due volte dal terremoto. Parzialmente si è conservato il tamburo originale. Ad una distanza di 200 metri dalla cattedrale si trova la chiesa Sant’Astvatsatsin con tre absidi, cruciforme, a cupola centrale, costruita nel VII secolo. I bracci sono della stessa misura. Il braccio ovest è più profondo e da lì si aprono ingressi sul lato sud e sulla facciata. Su tutte le facciate e sui diedri principali del tamburo si collocano finestre con le cornici scolpite. Il monumento è parzialmente ben conservato.

L’UNIVERSITÀ DI GLAZOR


L’Università di Glazor si trova nella regione di Vajots Dzor, non lontano dal monastero di Noravank. Attualmente gli edifici dell’Università sono mal conservati. Tra gli scienziati fu adottata l’opinione che l’Università si trovasse sul territorio del monastero Tanativank, menzionato nelle fonti storiche a partire dal VII secolo.
Nel XIII secolo furono costruiti gli edifici più importanti, a 7 km dal villaggio Vernashen.
L’Università di Glazor fu fondata nel 1282 e ha funzionato fino al 1388. A partire dalla sua fondazione l’Università ebbe rapidamente una grande fama. Famosi teologi e scienziati vi insegnarono e circa 350 sacerdoti si sono laureati all’Università di Gladzor. Vi si insegnava la teologìa, la folosofìa, la matematica, la scrittura, la miniatura ed altre scienze, furono scritti e conservati parecchi manoscritti. I pittori armeni fondarono lì una scuola di miniatura molto famosa nell’Armenia medievale.
Nel 1984 con grande solennità si è celebrato il 700° anniversario dell’Università di Glazor. Nel villaggio di Vernashen è stato aperto il museo dell’Università di Glazor che è il museo della storia del pensiero scientifico e lo sviluppo della cultura dell’Armenia medievale.

GNDEVANK

Non lontano dalla città di Jermuk, nel villaggio Gndevaz si trova il monastero Gndevank. Non è possibile accedere al monastero dalla parte del villaggio.

Nel 936 in occasione della fondazione del monastero, Sofia, la principessa di Siuni, si espresse così: «La valle di Vaiots è un anello, feci costruire questo monastero e come una perla, l’ho messo sull’anello».
La chiesa di San Stefano per la sua semplicità perfetta e l’assenza di ornamenti, si esprime sulle facciate, con le nicchie triangolari, armoniosamente inserite nel panorama della valle.
Nel 999 fu costruito il jamatun del monastero che occupa un posto di particolare rilievo nell’archittetura dell’Armenia medievale. Il jamatun è una sala mononavata con due sagrestie.
All’interno della chiesa, sul muro sinistro dell’altare principale è conservato un affresco che rappresenta la Santa Madre di Dio con il piccolo Cristo in braccio, che si distingue per la propria particolarità.
Nel Basso Medioevo il territorio del monastero Gndevank fu dotato di un portone  all’angolo nord-ovest. Invece lungo le mura a sud, all’interno, si estendono gli edifici di uso civile del monastero: celle, refettorio, cucina, magazzini e altri edifici.
Nella valle di Vaiots sono nascosti molti segreti misteriosi.

IL MONASTERO DI KHOR VIRAP

Il monastero di Khor Virap si trova nella regione di Ararat, sulla collina vicino al villaggio Pokr Vedi non lontano dalla città di Artashat.Questo monastero è un santuario famoso della chiesa apostolica armena, nonche il luogo di pellegrinaggio del popolo armeno. Da lì inizia il Cristianesimo armeno.

La prigione di Artashat, dove mettevano i condannati a morte, si trovava su questa collina.

Secondo la leggenda il re armeno Tiridate III imprigionò Gregorio nella prigione di Khor Virap per il fatto che lui era cristiano e predicava il cristianesimo in Armenia. Gregorio trascorse circa 15 anni nella prigione di Khor Virap. A questa storia è legata anche la storia delle vergini di Hripsime. Dopo che nel 300 il re Tiridate III torturò le vergini cristiane e le uccise, si ammalò gravemente. Prese l’aspetto di un cinghiale e per lungo tempo lo chiamavano re-cinghiale. In quel perìodo Khosrovadukht, alla sorella del re armeno Tiridate III, in sogno,  apparvero gli angeli e le dissero che suo fratello sarebbe guarito a condizione che liberasse Gregorio dalla prigionia. Il re ascoltò il consiglio di Khosrovadukht e liberò Gregorio. Quest’ultimo guarì Tiridate. Dopo questo miracolo Tiridate III riconobbe il Cristianesimo come religione di stato. In seguito Gregorio diventò il primo catholicos degli Armeni con  il nome di  Gregorio l’Illuminatore.

Nel 642 il catholicos Nerses III costruì una cappella sulla fossa di Khor Virap. Nel 1662 si costruì un’altra cappella. Sotto la cappella si trova la fossa dove Gregorio visse per 15 anni tra serpenti e insetti velenosi.

Alla fine del XVII secolo furono costruiti la chiesa Sant’Astvatsatsin, il refettorio, il priorato e altri edifici di uso civile.

Il complesso monastico con la sua bella silhouette si staglia sul panorama del monte biblico Ararat.

NORAVANK

Questo complesso storico-architettonico è uno dei più bei monumenti dell’Armenia medievale. Si trova nella regione di Vaiots Zor, a 5km dal villaggio di Amaghu, in  un luogo pittoresco di difficile accesso. Agli inizi degli anni ‘80, lungo uno dei ruscelli del fiume Arpa, fu costruita una strada che porta al moanstero Noravank. Oggi i visitatori possono senza difficoltà, visitare il monastero Noravank che si slancia proprio sulla valle da dove inizia il ruscello.

Nei secoli XII-XIII il monastero Noravank era considerato il centro spirituale della regione di Siuni.

La chiesa più vecchia del complesso, San Precursore (Surb Karapet), è meno ben conservata.

Nel 1221-1227 fu costruita la chiesa principale del monastero, San Giovanni Battista. La chiesa aveva un jamatun demolito poi dal terremoto. Nel 1321 il jamatun fu ricostruito da Momik, architetto e miniaturista eminente. Il jamatun si distingue per le sculture murali soprattutto quelle di Dio Padre, Santa Madre di Dio con il Cristo piccolo, e diversi motivi biblici con ornamenti formidabili.

La perla del monastero di Noravank è considerata la chiesa-mausoleo a due piani di  Sant’Astvatsatsin costruita da Momik. Essa si distingue per la sua perfezione e le ricche sculture.

Sul territorio del monastero di Noravank si conservano alcune cappelle, tombe e croci di pietra elaborate con raffinatezza tra cui le croci di pietra di Momik. Nel monastero di Noravank è sepolto Momik.

ZORATS KARER

Su una collina non lontano a nord-est di Sissian si ergono l’uno accanto all’altro frammenti di rocce distesi in modo irregolare e circolare. Alcuni tra questi  arrivano fino a 2 metri, gli altri più piccoli, la parte restante ha dei buchi su di essi. Queste pietre con un fondo massiccio sono seppellite nella terra. Su questa collina si trova un luogo antico di culto con il nome Zorats Karer.

Con una lunghezza di 28-30 metri il kromlekh è una linea circolare che data dal II millennio a.C., un mausoleo quadrato legato ai riti funebri. Questo tipo di monumenti megalitici si riferiscono al culto del Sole, e non a caso lì fu costruito il tempio del Dio di Ar, dio del Sole di cui non resta traccia.

Questa linea irregolare delle pietre, gli archeologi la confrontano con le colonne di pietra del famoso tempio di Karnak. La forma speciale di questi  dolmen si trova solo in Armenia. Questo luogo del perìodo preistorico ha un’origine assai antica, l’età del rame, V° millennio a.C., oppure più antica, l’età  della pietra. Si suppone che le pietre di Zorats siano considerate le gemelle di Stonehenge, in armeno Karahunge.

IL MONASTERO DI TATEV

Si trova nella regione di Siunik che è la più grande regione della Repubblica Armena. La regione di Siunik è un paese di alte montagne, di canyon profondi, di boschi e di laghi. Il capoluogo è la città di Kapan che si trova a una distanza di 316 km da Jerevan.

Nel villaggio di Tatev si trova uno dei capolavori architettonici di Siunik composto di notevoli monumenti religiosi e civili costruiti in diverse epoche.

Il complesso monastico è disteso su un promontorio circondato di mura e bene difeso grazie alla natura (soprattutto dalla parte della valle molto profonda di Vorotan) e circondato di canyon dalle parti est e sud-est.

Il panorama montuoso è incantevole ed  armonioso costituendo un esempio irripetibile dell’unità intoccabile e toccabile. Il monastero di Tatev è del IX° secolo. Esso ebbe fioritura  ed importanza notevole come centro spirituale e culturale dell’Armenia medievale con la famosa Università di Tatev. A partire dal XII secolo il monastero fu considerato sede del vescovado di Siuni.

Durante le invasioni dei Selgiuchidi il monastero di Tatev fu distrutto.

Nei secoli XVII-XVIII attorno al monastero furono costruite mura solide e edifici di uso civile.

La chiesa principale del monastero è dedicata a San Pietro  e Paolo costruita nel 895-906. Gli affreschi all’interno della chiesa non sono visibili. A sud della chiesa fu costruita nel 1285 la chiesa di San Gregorio.

All’angolo nord-est del monastero fu costruita la chiesa Sant’Astvatsatsin nel 1087. È una costruzione isolata, che serviva da torre di avvistamento.

Nel 1390-1453 la fama del monastero di Tatev si estende come centro scientifico: l’Università  di Tatev centro di istruzione più produttivo dell’Armenia medievale che continua le tradizioni dell’Università di Glazor. Nell’Università uomini illustri vi insegnarono  teologìa, filosofìa, matematica, grammatica. Vi si insegnò anche l’arte di scrivere i manoscritti antichi, la miniatura e la musica. Esisteva anche una biblioteca ricca.

È particolarmente interessante l’obelisco oscillante che si trova  nel cortile del monastero, collocato dopo la costruzione della chiesa principale nel 904 che porta il nome di Santa Trinità. L’obelisco-bastone è posto in una fossa ottogonale ed ha un’altezza di 8 metri. Il fenomeno dell’oscillazione è inspiegabile. L’obelisco oscillante finisce con una croce di pietra.

Negli ultimi 30 anni grazie ai lavori di restauro il monastero di Tatev ha ripreso slancio con i suoi monumenti. Attualmente il monastero è in  funzione come sede della diocesi di Siunik

GARNI

A 30 km est dalla città di Jerevan, nel villaggio di Garni nella regione di Kotaiq si trova il tempio pagano di Garni. La regione di Kotaiq è ricca di monumenti storici di diverse epoche.

Il tempio di Mithra, Dio del Sole, è un monumento ellenistico. Si è conservato anche dopo l’adozione del Cristianesimo in Armenia. La ragione è che il tempio si trovava sul territorio della residenza estiva dei re armeni. Il tempio fu costruito nel 77 dal re Tiridate I. Nel 1679 fu demolito dal grande terremoto e nel 1970 fu ricostruito. Il tempio pagano di Garni è l’esempio migliore dell’arte della costruzione antica. Sui lati delle facciate ci sono sei e  otto colonne di stile ionico, i cui capitelli nonchè i soffitti del colonnato, gli ornamenti  centrali e laterali sono elaborati di perfezione e stile artistico unici.

Il tempio del Dio del Sole di Garni si trova sul territorio della fortezza di Garni, che per la sua posizione, nonchè per le  mura di basalto, era imprendibile. Sul territorio della fortezza si trovavano anche il palazzo e l’edificio militare dei re armeni oggi non più visibili.

Sono molto interessanti le terme del  palazzo costruite nel III secolo. Erano riscaldate con aria calda. Il pavimento dell’anticamera-vestibolo è coperto di un mosaico il cui tema è preso dalla mitologìa greca: l’origine della vita delle divinità marittime. Sul mosaico c’è un’iscrizione greca: «Abbiamo lavorato senza ricevere niente».

GHEGARD

Il complesso monastico di Ghegard è il più originale dell’Armenia medievale con le chiese rupestri, il cimitero, la cappella, le oltre cento celle, gli edifici di uso civile e croci rupestri. Il monastero adottò il nome di Ghegard perchè lì fu conservata per secoli una delle reliquie cristiane, la santa lancia (con cui venne ferito il costato del Cristo). Prima il monastero Ghergardavank si chiamamava Ayrivank. Questa reliquia si conserva attualmente nel museo della Cattedrale di Etchmiadzin.

Il monastero di  Ghegardavank è un capolavoro architettonico. Esiste dal IV° secolo, subì a molte riprese invasioni arabe, fu devastato e saccheggiato.
Tutto il complesso fu costruito nel XIII secolo sotto il regno dei principi Zakaridi.
La chiesa principale fu costruita nel 1219. L’ingresso si distingue per gli ornamenti delicati ed eleganti.
Più tardi fu costruito il gavit con quattro colonne centrali. È interessante la tettoia centrale che si appoggia su quattro colonne possenti con un piano complicato di stalattiti. Il muro a nord è di viva roccia dove si  aprono due ingressi che portano alle chiese rupestri.
Nel XIII secolo si costruisce la prima chiesa rupestre con fonte sorgiva, il cui interno architettonico è interpretato con copertura di archi incrociati. L’altro ingresso porta al vestibolo-gavit, che con la colonna centrale rupestre si divide in due nicchie arcuate. Sopra è scolpito lo stemma dei principi Proscian: due leoni incatenati, al centro un’aquila con  un agnello tra gli artigli, e sopra una testa di bue.
Il più spazioso jamatun-gavit (1288) è scavato in un grande blocco. È molto interessante la capacità acustica di questa sala.
Sul territorio di Ghegradavank si possono incontrare parecchie croci di pietra sulla roccia e su piedistalli.

IL LAGO SEVAN

Questa perla turchese dell’Armenia si estende improvvisamente davanti a noi. Il lago Sevan appartiene ai laghi dolci degli altopiani. Si trova ad un’altitudine di 2000 metri e ha una superficie di 1400 km².

Una serie di fiumi e fiumicelli si immettono nel lago, e l’unico emissario è il fiume Hrazdan. Questo lago dolce è ricco di fauna. È famosa ed apprezzata la trota ishkan, il sig e il korak. La maggior parte degli scienziati pensano che il lago Sevan si sia formato nel cratere di un vulcano spento, gli altri cercano di provare che millenni anni fa la lava di un  vulcano abbia chiuso il letto del fiume e creato questo lago gigante. Il bacino del lago di Sevan è ricco di monumenti culturali di diverse epoche. Sulla penisola di Sevan, anticamente un’ isola, fu costruito il monastero di Sevan: la chiesa principale si chiama Santi Apostoli, e la piccola Sant’Astvatsatsin. Tutte e due furono costruite nel 874 per  volontà della principessa Mariam, figlia del re armeno Ashot II dei Bagratidi. Nella chiesa dei Santi Apostoli si trova una croce di pietra eccezionale del XIII secolo. Il monastero di Sevanavank è considerato uno dei santuari della Chiesa Apostolica Armena.

NORARUS

Nella regione di Gherarkunik di cui un terzo occupata dal lago di Sevan, si trova il villaggio di Noratus. Su questo territorio antico gli archeologi hanno scoperto  armi dell’età del ferro, utensili di ceramica e parecchi gioielli.

Nel centro del villaggio si trova la chiesa Sant’Astvatsatsin costruita alla fine del IX secolo. Questa sala a cupola centrale fu demolita nel XIV secolo dai persiani e ricostruita nel XV secolo.

È famoso il cimitero di Noratus dove si ergono parecchie croci di pietra, la maggior parte su piedistalli. Le croci di pietra di Noratus datano dal  X° al XVII° secolo. Tali monumenti si possono incontrare solo in Armenia, oppure potrebbero essere solo opera di un artigiano armeno. Le croci di pietra furono considerate non solo di carattere funerario, ma furono erette  anche in  diverse occasioni, per onorare vicende memorabili, come per esempio la vittoria di una battaglia, per la fondazione di una città, oppure una pietra angolare di una costruzione importante.

Le croci di pietra posseggono  ornamenti formidabili che non si ripetono mai,  e si considerano  simbolo dell’albero della vita.

Nel cimitero di Noratus c’è la cappella di  San Gregorio l’Illuminatore costruita nel XIII° secolo. È una costruzione a mononavata con due pilastri ben conservati e le sagrestie all’interno con forme di animali.

Una parte delle croci di pietre di Noratus costituisce  il cimitero delle diverse famiglie. Lì si incontrano anche mausolei rettangolari, su cui si trovano le croci di pietra.

Per quale motivo in questo villaggio furono erette molte croci di pietra, resta un grande mistero.

HAGHARTSIN

Il monastero di Haghartsin si trova nella regione di Tavush, nel nord-est della Repubblica armena. Il capoluogo è la città di Ijevan, che si trova a 137 km di Jerevan.

Il monastero di Haghartsin fu costruito tra i  secoli X e XIII, a 18 km da Dilijan, nella valle del fiume Haghartsinka. Come tutte le chiese armene, Haghartsin si trova in un luogo pittoresco, tra  una fitta boscaglia .
La prima costruzione del monastero è la chiesa di San Gregorio l’Illuminatore costruita nel X secolo. È una semplice costruzione di tipo cruciforme a cupola.
La chiesa principale del monastero di Sant’Astvatsatsin fu costruita nel 1281, e nel 1244 fu costruita la chiesa di Santo Stefano, che serviva da Battistero.
Nel XIII secolo fu costruito il gavit della chiesa di San Gregorio l’Illuminatore.
È originale anche il Refettorio del monastero costruito nel 1248 che è uno dei grandi refettori dell’Armenia medievale conservati fin ora. L’altro si trova nel monastero di Haghbat.

GOSHAVANK

Come il monastero di Haghartsin, il monastero Goshavank si trova nella regione di Tavoush. Esso fu costruito nel 1188 da Mkhitar Gosh, giurista e favolista eminente del Medioevo. Il monastero Goshavank fu costruito sul luogo dove fu eretta una chiesa che fu distrutta dal terremoto.

Il complesso monastico Goshavank include le chiese Sant’Astvatsatsin (1196), San Gregorio (1231), San Gregorio l’Illuminatore (1241), la biblioteca (1291) e la scuola del XIII secolo. Nel territorio di Goshavank sono conservate croci di pietra formidabili tra cui la croce di pietra «Ricamo» di Poros Arpar.
Le fonti storiche testimoniano che Goshavank ha avuto un’Università e una Biblioteca dove furono scritti e conservati parecchi manoscritti. Durante il tempo anche Goshavank subì le invasioni degli invasori stranieri, demolito, saccheggiato parecchie volte e riscostruito.
A Goshavank fu scritto il primo codice penale armeno da Mkhitar Gosh nel XIII secolo.

ODZUN

Ozun, uno dei più grandi villaggi dell’Armenia si trova nella regione di Lori della Repubblica Armena. Il capoluogo di Lori è la città di Vanazor a 145 km di Jerevan.

Nel vilaggio di Ozun si trova la chiesa di Ozun, uno dei monumenti grandiosi dell’architettura medievale dell’Armenia. È una basilica con cupola centrale. Sulla data di fondazione della chiesa non ci sono informazioni precise, invece lo stile architettonico, le particolarità della costruzione ci portano al VI secolo. La chiesa di Ozun fu ricostruita più tardi e relativamente bene conservata.

Al nord della chiesa di Ozun si trova un monumento commemorativo che ha un’altezza di 8.5 metri. Questo monumento di Ozun è l’esempio migliore dei monumenti medievali per il suo tipo.

MONASTERO DI HAGHBAT

A 6 km al sud della città di Alaverdi, nel villaggio omonimo si trova il monastero di Haghbat, il più grande complesso monastico dell’Armenia medievale.

Il monastero fu costruito nel 976 dal re Ashot III dei Bagratidi. Nel 991 fu costruita la chiesa  di San Segno sui cui muri dell’altare principale si conservano affreschi. L’architetto della chiesa fu Tiridate, quello di Ani.
Come Sanahin, anche il monastero di Haghbat aveva una Biblioteca ricca, che ebbe un ruolo importante per la creazione e la conservazione dei manoscritti armeni.
Il monastero di Haghbat fu demolito, saccheggiato dalle invasioni straniere. Nel XII secolo durante le invasioni turco-selgiuchide una parte dei manoscritti furono nascoste dai preti nelle grotte. I manoscritti salvati si conservano ora al Matenadaran di Jerevan.
Al monastero di Haghbat appartengono il grande Refettorio con una superficie di 340 m² che è il più grande per le sue dimensioni. Nel 1245 fu costruito a parte un campanile.

Nel 1257 il prete Hamazasp fece costruire un grande jamatun che fu chiamato la sala di Hamazasp.
Al complesso monastico appartengono anche la più piccola chiesa San Gregorio (1005) e la cappella Sant’Astvatsatsin (XIII secolo). Allo stesso perìodo appartiene anche il gavit della chiesa di  San Segno.
Sul territorio del monastero sono conservate alcune croci di pietra di cui la più famosa è la croce di pietra «San Salvatore» con la scena della crocifissione del Cristo, con diversi motivi biblici.
Al monastero di Haghbat è legato il nome di Saiat-Nova, poeta e ashur di grande talento. Lui nacque a Sanahin, visse e creò le sue opere nel palazzo dei Georgiani come cantore di palazzo. Nel 1775 a causa delle abitudini del tempo si esiliò nel monastero di Haghbat e fino alla fine della sua vita vi  rimase come eremita.
Si può vedere il monastero di Haghbat dal lontano nei giorni limpidi, e nei giorni di foschìa si ascoltano solo le sue campane.

IL MONASTERO DI SANAHIN

Il monastero di Sanahin si trova nella regione di Lori, nel villaggio omonimo non lontano dalla città di Alaverdi.

Il monastero del X° secolo, è composto di alcune chiese, di un gavit, di una biblioteca, di cappelle e altri edifici. La chiesa principale si chiama San Salvatore costruita nel 967-972 durante il regno di Khosrovanush. La chiesa più antica è quella di Sant’Astvatsatsin costruita nel 928-944. Dopo un certo perìodo nei secoli X-XI furono costrute la chiesa di San Gregorio, la Biblioteca nel XI secolo e nello stesso perìodo si aggiunge l’Accademia di Grigor Maghistros. Nel XIII secolo furono costruiti il campanile, l’antigavit e il gavit. La Biblioteca di Sanahin è una costruzione unica nel suo genere nell’Armenia medievale. Le quattro semicolonne della sala sono ornate di ornamenti floreali. Ognuna delle colonne simboleggia una scienza. È molto interessante l’Accademia di Grigor Maghistros di Sanahin che si trova tra due chiese. Lì insegnarono e studiarono i teologi e gli scienziati più rinomati dell’epoca.

MUSEI

IL MUSEO DI EREBUNI-MUSEO DELLA STORIA DELLA  CITTÀ DI EREVAN

A differenza di alcune città del mondo, la cui origine viene da tempi remoti, o si narra nella mitologìa o leggende, Erevan ha «un passaporto», la cui autenticità non è messa in dubbio.

Negli anni 1950 non lontano dalla città di Erevan, sulla collina di Arin-Berd gli archeologi ritrovarono un’iscrizione cuneiforme su una pietra di basalto, su cui si dice che Arghishti I, sovrano dell’Urartu, nel 782 a.C. «fece costruire questa fortezza possente e la chiamò Erebuni per la potenza del paese di Biaini e per il terrore dei suoi nemici». Erebuni significa litteralmente vittoria. Poi Erebuni si trasformò in Erevan durante i secoli. Attualmente Erevan ha 2787 anni.

Il museo di Erebuni si fondò nel 1968 sulla parte sud-est della capitale di Jerevan, sulla pendice della collina di Arin-Berd. Su questa collina era costruita la fortezza di Erebuni. Il museo fa parte di un complesso museale a cui appartengono anche i monumenti archeologici di Shengavit e di Collina Rossa.

Nel museo di Erebuni si conservano molte iscrizioni cuneiformi del perìodo urarteo, gioielli, armi e altri oggetti interessanti.

Coloro che visitano il museo possono salire sulla collina e vedere le parti restaurate della fortezza di Erebuni.

MATENADARAN

La lingua armena si considera una branca a parte della famiglia indoeuropea.

Le lettere armene furono inventate da Mesrop Mashtots nel 405, che furono una grande base per lo sviluppo della lingua nazionale e della cultura. È ricchissima l’eredità dei pregiati manoscritti armeni.

A Matenadaran Mesrop Mashtots di Erevan ci sono più di 25 000 manoscritti di importante rilievo per lo studio della lingua e cultura del perìodo antico. Oltre a questo, molti manoscritti sono conservati nelle biblioteche di Vienna, Venezia, Londra, Gerusalemme e di altre città del mondo.

Matenadaran, l’istituto scientifico dei manscritti antichi è considerato in realtà uno dei migliori monumenti culturali della capitale. Nella sala principale di esposizione i visitatori possono ammirare i manoscritti di diversi temi dei secoli V-VI, come la Bibbia, i trattati storici, teologici, filosofici, studi di scienze naturali, ecc. Molti manoscritti si distinguono per la miniatura magnifica.

Davanti al Matenadaran è eretta la statua di Mesrop Mashtots, l’inventore dell’alfabeto armeno. Il portale è fiancheggiato da statue di uomini illustri del Medioevo, come lo storico Moise de Khoren, il matematico e geografo Anania Shirakatsi, il poeta Frik, Mkhitar Gosh l’autore del primo codice civile armeno, il filosofo Khatchatur Taronatsi e il miniaturista Toros Roslin.

Gli affreschi del vestibolo di Matenadaran sono stati eseguiti da Van Khatchtarian, pittore eminente armeno, e simboleggiano il passaggio dei tre perìodi più importanti della storia del popolo armeno.

MAYR HAYASTAN

La donna sul piedistallo di 36 metri, la spada nelle mani e lo scudo sui piedi simboleggia la lotta del popolo per la pace e la difesa della Patria. Il monumento fu eretto negli anni ‘60.
Da quest’altezza si può ammirare il panorama della città di Erevan. Erevan si trova a un’altitudine di 1200 metri, sulla riva del fiume Hrazdan, unico emissario del lago Sevan. Parte inseparabile del panorama della capitale è il monte Ararat che si trova a una distanza di 50 km. Secondo la leggenda l’arca di Noè si arenò sul monte Ararat.

LA STATUA  SASSUNTSI DAVIT

La statua di Sassuntsi Davit, eroe dell’epopea nazionale armena, si trova sulla stazione ferroviaria di Erevan. Lo scultore è Ervand Kotchar. Sassuntsi Davit simboleggia ed incarna la lotta del popolo armeno per l’indipendenza del paese. Questa statua di cavaliere per lungo tempo è stata considerata il simbolo della città di Erevan.

VERNISSAGE

Così si chiama la parte del centro di Erevan che in realtà è considerata museo all’aria aperta: è il mercato delle arti e degli oggetti antichi, che è uno sguardo colorato sull’arte applicata  delle diverse regioni dell’Armenia.

In questo mercato tradizionale si possono incontrare opere splendide degli artigiani armeni fatte di pietra preziosa e semi-preziosa, che dai tempi antichi hanno attratto l’attenzione degli orefici e degli artigiani. Lì ci sono oggetti di ametista e onice. Il Vernissage è particolarmente ricco di gioielli di ossidiana e di diversi souvenir. L’ossidiana è un  vetro ottenuto dalla lava vulcanica di colore nero e castagno. Dai tempi antichi gli Armeni lo chiamano «unghie del diavolo».

Al Vernissage di Erevan si possono ammirare le opere dei pittori armeni, avere un bel ricordo a prezzi convenienti oppure commissionare un ritratto. Il Vernissage di Erevan è aperto ogni fine-settimana.

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